Il Metodo Davidov: Medicina, Filosofia e Forza Interiore
La mia filosofia e il metodo per riattivare l'essenza magica che è in noi. Nessun farmaco, nessuna illusione. L'unico codice anti-età di cui hai bisogno.
Negli **ultimi vent'anni**, nelle varie palestre dove pratico arti marziali, le persone che non mi conoscevano in precedenza mi chiedevano invariabilmente: "Scusa, ma quanti anni hai?"
Dopo che, durante un combattimento di judo, **proiettai** il nostro campione nazionale nella categoria di 90 kg e **guadagnai** un *Ippon*, l'allenatore di quella palestra **esclamò**: "Magia russa!". **Insinuò** in modo scherzoso e amichevole che stessi usando steroidi anabolizzanti, nonostante la mia storia d'amore con gli steroidi **fosse** già conclusa nei primi anni del Duemila. Tuttavia, all'epoca, l'episodio **fu** pertinente: si trattava di uno scandalo politico in cui la WADA accusava alcuni atleti russi di usare sostanze proibite.
Dieci anni ago, nella palestra dove praticavamo MMA e *grappling*, l'allenatore del posto **ammirava** segretamente il mio fisico. **Visto** che la forza muscolare che dimostravo era uno dei fattori decisivi per la vittoria, **decise** di fare i pesi anche lui. Guardando il suo allenamento, io **disprezzai** la sua metodologia, ma l'allenatore **ribatteva** che si trattava del sistema d’avanguardia, e che Internet diceva che ci si dovesse allenare così. Senza troppe discussioni, **facemmo** una scommessa: chi avrebbe messo su più muscoli tra noi due durante l'anno.
Ci **pesammo** a settembre: lui aveva 70 kg, io 78 kg. Va detto che prima della scommessa io praticamente non sollevavo il bilanciere da diversi anni; facevo soltanto trazioni, piegamenti, eccetera. **Iniziai** quindi a fare pesi sul serio, seguendo il mio metodo e adottando una dieta ricca di proteine. Dopo nove mesi, **accumulai** microtraumi alla spalla destra e al gomito sinistro—un inconveniente comune tra gli atleti di arti marziali. **Smisi** perciò di praticare MMA e *grappling*, ma non **mollai** i pesi, con cui mi **affaticavo** nella mia bella palestra allestita in casa.
Non **vidi** il mio allenatore per tutta l'estate. Quando **tornai** al corso di MMA e *grappling* a settembre, io pesavo già 85 kg, mentre l'allenatore era fermo ai soliti 70 kg, come l'anno precedente. Guardandomi, **pronunciò** soltanto una parola: "Steroidi". Nella sua testa non **entrava** nemmeno l'idea che potesse esistere qualcosa al di fuori delle ordinarie convenzioni.
Nel presente testo, vorrei dimostrarvi che gli accordi comuni che chiamiamo **"la nostra realtà"** sono solamente convenzioni che, dopo un attento approfondimento, risultano fasulle.
Che cosa è l'età? Dicono che sia il tempo di vita, ovvero il numero di anni trascorsi da una persona dalla sua nascita. Questa affermazione è vera o falsa?
Dato che ho due lauree—una in biochimica e l'altra in medicina—il mio modo di pensare è scientifico. Non uso ragionamenti metafisici basati sul **"io penso così"**, nonostante il fatto che, quasi 250 anni fa, Emmanuel Kant nel suo capolavoro *Critica della ragion pura*, non lasciò nulla di intentato nelle riflessioni metafisiche. Nonostante ciò, la gente con sorprendente determinazione continua ad appoggiare i propri ragionamenti sul **"io penso così"**.
La scienza medica spiega che l'invecchiamento del corpo umano è dovuto principalmente al **limite di Hayflick**. Gli scienziati **hanno trovato** una correlazione positiva tra l'invecchiamento fisico complessivo e l'invecchiamento a livello cellulare. **Hanno scoperto** anche che le cellule staminali hanno un potenziale di divisione più elevato. Questa scoperta **indusse** sperimentazioni cliniche sull'uso delle cellule staminali per il ringiovanimento dell'organismo umano. Però, come già dicevo prima, niente risultati concreti—solo tante promesse.
La stessa scienza, grazie a Georg Hegel, che **regalò** all'umanità il suo lavoro intitolato *Scienza della logica*, **affermò** che in un movimento dialettico c'è sempre una **tesi**, un'**antitesi** e una **sintesi**. Così, il confine—nel nostro caso, l'invecchiamento e la morte—diventa una **frontiera da attraversare**, non una barriera che separa, ma un momento necessario nel processo di crescita della nostra consapevolezza che contiene corpo e spirito.
Questi continui attraversamenti sono i noccioli astratti di tutti i miei racconti della raccolta dal titolo *Stalking a se Stesso*.
Mi presento subito. Sono un medico fisiatra e svolgo attività sportiva da oltre 60 anni. Ho 67 anni, pratico kickboxing, faccio sparring due volte a settimana e mi alleno con i pesi 2–3 volte a settimana. Non assumo alcun tipo di farmaco e mi sento benissimo.
Qualche settimana fa sono stato dal medico sportivo per ottenere il certificato B1 (attività agonistica). Ho svolto il test sulla bici statica, con numerosi elettrodi applicati sul corpo. Prima del test la pressione sanguigna era 130/80; due minuti dopo, ancora seduto sulla bici, si era abbassata a 120/70.
Racconto brevemente la mia biografia sportiva. A 7 anni mio padre mi portò in piscina per praticare nuoto. Ho continuato seriamente fino all’università, raggiungendo un buon livello. Durante l’università iniziai a praticare sollevamento pesi; il mio primo allenatore fu un campione olimpico. Successivamente, lavorando come fisiatra nel distretto sanitario, a causa di un infortunio passai dalla pesistica olimpica al bodybuilding.
Nello stesso periodo lavoravo part-time in un istituto di ricerca nel campo della gerontologia, dove iniziai a sviluppare un sistema di attività sportiva per le persone anziane.
Fin da bambino mi appassionavano le arti marziali. Mio padre, ex pugile, mi insegnava i segreti del mestiere. Durante gli allenamenti di nuoto, quando cambiavano l’acqua della piscina, andavo nella palestra “Dinamo”, un grande capannone diviso in due: da una parte i lottatori, dall’altra i pugili. Così, un giorno praticavo judo e un altro boxe. Tuttavia, i miei genitori non erano d’accordo e mi indirizzavano verso il nuoto, ritenendo judo e boxe pericolosi per la salute.
A 40 anni mi sono trasferito in Italia e, dopo un periodo di adattamento, ho ripreso ad allenarmi con i pesi. A 48 anni iniziai a praticare judo con gli amatori e successivamente con gli agonisti, con l’obiettivo di gareggiare nelle categorie master. A 58 anni decisi di praticare MMA e grappling. Attualmente mi dedico a kickboxing e allenamento con i pesi.